PRIMA GUERRA MONDIALE. EVENTI MILITARI NEL 1914

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Europa nella Prima Guerra mondiale 1914. Le frecce indicano le strategie d’attacco della Germania e l’Austro-Ungheria

I piani. L’iniziativa strategica  che segnò nel 1914 l’inizio della guerra fu presa dal comando militare tedesco, che in pratica controllava quello di Vienna, mentre nell’altro schieramento non esistevano né direzione di guerra comune, né, tanto meno, un comando unico. Il piano che il generale von Moltke (capo di SM tedesco e nipote del vincitore delle guerre del 1866 e del 1870) aveva ereditato dal suo predecessore von Schlieffen affidava alle deboli forze del comando di von Prittwitz nella Prussia Orientale e agli Austro-Ungarici l’incarico di contenere i Russi, mentre lo sforzo principale sarebbe stato operato immediatamente verso la Francia.

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Generale Alfred Graf von Sclieffen

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Generale  Helmuth Johannes Ludwig von Moltke

Il generale Joffre, autore del piano di difesa francese, aveva il comando dell’esercito francese. Nei riguardi dei Russi alleati, vi era soltanto un accordo di massima per il quale essi avrebbero attaccato non appena possibile nella Prussia orientale con il massimo dei mezzi per alleggerire la pressione tedesca sul fronte francese: il piano russo (affidato al granduca Nicola) era quindi subordinato a quello francese. Il piano austro-ungarico invece, prevedeva l’eliminazione rapida della Serbia e un attacco alla Russia dalla Galizia.

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Generale Joseph Joffre

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Granduca Nicola di Russia

Appena dichiarata la guerra ed iniziata la mobilitazione, il grosso delle truppe francesi furono ammassate lungo il confine tedesco.

La mobilitazione delle forze russe avveniva invece molto lentamente per la scarsezza di mezzi di trasporto e l’insufficienza di strade e ferrovie. Così la Germania poté riversare tutte le sue forze contro la Francia, per cercare di sconfiggerla rapidamente e poi dirigere contro la Russia sul fronte orientale. Per poter effettuare questo piano della guerra lampo, la Germania doveva evitare le potenti fortificazioni francesi costruite sul suo confine: perciò l’esercito tedesco invase il Belgio, che era neutrale, per assalire le truppe francesi alle spalle.

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L’entrata delle truppe tedesche in Bruxelles

I tedeschi dopo un mese di aspri combattimenti, giunsero a quaranta chilometri da Parigi, ma sul fiume Marna furono bloccati e respinti alla fine di una battaglia durissima.

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Mappa della prima battaglia della Grande Guerra – Fiume Marna, 5 settembre-12 settembre 1914

La non prevista resistenza ostinata dei Francesi fa fallire ben presto l’illusione della guerra lampo.

Questo succede perché scavando delle trincee e attendendo l’assalto del nemico il difensore è fortemente avvantaggiato sull’attaccante. Gli assalti ,infatti, sono ancora effettuate dal fante armato di fucile, che attacca  le mitragliatrici nemiche sistemate sui bordi della trincea e protette da un riparo ben munito.

Dopo la battaglia della Marna le truppe tedesche e franco-britanniche si fronteggiarono lungo una linea che andava dalla Manica alla Svizzera. La guerra di movimento si trasformò in guerra di posizione. I soldati furono costretti a vivere dentro trincee lunghe centinaia di chilometri, sotto le intemperie, su un fronte praticamente fermo.

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La Germania attacca sul fronte orientale. Nel frattempo a oriente, l’esercito tedesco riuscì ad occupare la Polonia dopo due vittorie ottenute presso i laghi Masuri e Tannenberg. Il fronte austro-russo, a sud, si estendeva per centinaia di chilometri, senza alcun avanzamento da parte dei combattenti. L’offensiva austriaca in Galizia venne arrestata dai Russi, i quali iniziarono qui una vigorosa controffensiva, obbligando il nemico tedesco ad abbandonare la zona, ripiegando sulla catena montuosa dei Carpazi. Nonostante il contrattacco del generale tedesco Mackensen (novembre-dicembre), il fronte si stabilizò sulla linea Memel-Gorlice, a occidente di Varsavia.

Sul fronte navale il primo scontro fra navi tedesche e inglesi si ebbe presso Helgoland il 28 agosto, e la battaglia si risolse a favore dell’ammiraglio inglese Beatty. Nel Pacifico occidentale la squadra tedesca di crociera di von Spee inflisse una dura sconfitta al largo di Coronel (1 novembre) alla squadra inglese di Cradock, ma fu poi annientata nelle battaglie nelle isole Falkland (8 dicembre)

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Vice-ammiraglio Maximilian Reichsgraf von Spee

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Contrammiraglio Cristopher George Cradock

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Mappa della battaglia di Coronel. In rosso sono indicate le navi inglese, in blu quelle tedesche.

Risultati. Alla fine del 1914, anche se il piano  di Moltke non era andato a buon fine, il territorio tedesco era stato tuttavia preservato dalla temuta invasione russa, anzi le truppe germaniche occupavano a occidente parte del Nord della Francia. Quanto all’Austria, il suo esercito non riusci a venire a capo della resistenza della Serbia, che anzi, dopo le vittorie del Cer in  Bosnia, e di Rudnik, liberò il suo territorio e riprese Belgrado (13 dicembre). I tedeschi persero a opera dei Giapponesi i possedimenti del Pacifico (caduta di Chiao-chou), il 17 novembre. La Francia era riuscita a fermare l’invasione tedesca, ma la perdita di una parte essenziale del suo territorio aveva diminuito il suo potenziale umano ed economico all’inizio di una guerra di cui non si intravedeva la fine, e che avrebbe richiesto sforzi senza precedenti.

                                                                                                                                                                 Lucica

LO SCOPPIO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE. EVENTI POLITICI NEL 1914

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Foto: Europa all’inizio della Prima Guerra Mondiale

La guerra che scoppiò nel 1914 fu un avvenimento nuovo nella storia dell’umanità, perché fu la prima guerra “mondiale”, una guerra che  vide lo scontro di tutti i grandi Stati, che impegnarono le capacità produttive dell’industria moderna e le risorse della tecnica per preparare strumenti di offesa e difesa. Fu una guerra di massa, combattuta per terra, per mare e nell’aria, con impiego di armi mai usate prima(carri armati, aerei, sommergibili), e con il ricorso a nuovi mezzi di lotta: economica e psicologica. Venne combattuta dai belligeranti fino all’esaurimento delle forze, le vittime e i danni andarono ben oltre qualsiasi calcolo previsto, e finì con l’apportare radicali sconvolgimenti  all’economia internazionale, aprendo così la via a ripercussioni e conseguenze che durarono a lungo anche nel dopoguerra.

Causa occasionale della guerra fu l’assassinio dell’arciduca ereditario dell’Impero Austro-Ungarico Francesco Ferdinando e della consorte, avvenuto a Sarajevo il 28 Giugno 1914. L’Austria d’accordo con la Germania, attribuì al governo serbo la responsabilità dell’eccidio, e indirizzò a Belgrado il 23 Luglio un ultimatum con richieste inaccettabili.

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Foto: Corriere della Sera, Annuncio dell’eccidio di Francesco Ferdinando e della moglie Sofia.

Le dichiarazioni di guerra. La risposta serba all’ultimatum (25 Luglio), pur non essendo provocatoria, ma comunque accompagnata da una  mobilitazione generale dell’intero esercito, non accontentò l’Austria che dichiarò guerra alla Serbia(28 Luglio), prima che venisse formulata una qualsiasi proposta di mediazione voluta dall’Inghilterra. Nei giorni seguenti, il meccanismo degli accordi internazionali portò ad una rapida generalizzazione del conflitto.

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Foto: Corriere della Sera, Dichiarazione di guerra da parte d’Austria alla Serbia

La tesi tedesca, secondo la quale la guerra fosse un questione esclusivamente austro-serba, non poteva essere accettata dalle altre potenze, e i vari tentativi di mediazione per scongiurare il conflitto rimasero infruttuosi. Dopo che anche i Russi mobilitano il loro esercito (ostile all’Austro-Ungheria), la Germania dichiarò guerra alla Russia (1 Agosto alle ore 19.10) e alla Francia (3 Agosto alle ore 18.45). A sua volta la violazione della neutralità del Belgio e del Lussemburgo, avvenuta da parte delle truppe tedesche invadendo questi territori, vinse le ultime esitazioni inglesi, che dichiararono guerra alla Germania (4 Agosto).

I belligeranti del 1914 compresero dunque: da una parte, la Germania e l’Austro-Ungheria; dall’altra, la Serbia, il Montenegro, la Russia, la Francia, il Belgio e l’Inghilterra, a cui si aggiunse il Giappone (23 Agosto), alleato dell’Inghilterra, e che sperava di impadronirsi delle posizioni tedesche in Estremo Oriente. Dichiararono invece la loro neutralità, deludendo gli Imperi centrali, l’Italia (3 Agosto) e la Romania. In particolare l’Italia, legata alla Germania e all’Austro-Ungheria dalla Triplice Alleanza, giustificò il suo atteggiamento con la sua mancata consultazione da parte della Triplice e con il carattere aggressivo della guerra. La Germania riuscì però a ottenere l’alleanza della Turchia: già il 10 Agosto due incrociatori tedeschi, il Goeben e il Breslau , che si trovavano nel Mediterraneo, furono accolti nelle acque territoriali ottomane, anche se  la guerra alla Turchia venne dichiarata dagli Alleati soltanto il 5 Novembre.

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Foto: La nave da guerra “Breslau”

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Foto: La nave da guerra “Goeben”

La situazione internazionale

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Foto: L’assetto delle alleanze in Europa all’inizio della Prima Guerra Mondiale 

Negli ultimi mesi del 1914, i belligeranti si preoccuparono soprattutto dello sviluppo della macchina bellica tralasciando qualsiasi azione di tipo diplomatico o teso alla ricerca di nuove alleanze . Alcuni paesi, d’altra parte, si trovavano alle prese con difficili problemi interni, resi ancora più complicati dalla guerra: l’Inghilterra con l’applicazione dell’Home Rule (1) in Irlanda, e l’Impero turco con l’agitazione delle sue province arabe. Così pure l’inizio della guerra non permise all’opinione pubblica di misurare l’importanza di fatti rilevanti come l’apertura del Canale di Panama(2) in agosto e l’elezione di papa Benedetto XV, successore di Pio X a settembre.

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Foto: La mappa con il canale di Panama

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(1) Nel Regno Unito, l’Home Rule fa riferimento all’autogoverno, alla devoluzione o indipendenza dei suoi Stati costituenti, inizialmente l’Irlanda, poi Scozia e Galles.

(2) Canale artificiale lungo 81,1 km che unisce l’Oceano Atlantico con l’Oceano Pacifico.

                                                                          Lucica Bianchi

LE ORIGINI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

 

 

 

ventidi guerra Giulia

La prima guerra mondiale fu originata dalle complicazioni balcaniche, rese ancor più tragicamente complesse dall’orgoglio nazionalistico. L’imperialismo, per citare le parole di Lloyd George, fece “incespicare” la diplomazia, abbastanza mediocremente rappresentata in quei mesi in Russia, in Germania e soprattutto nell’Impero Austro-Ungarico, dove il conte von Aehrenthal, diplomatico esperto e abile a destreggiarsi, era stato sostituito alla sua morte avvenuta nel 1912, dal conte Leopold von Berchtold, che rasentava la nullità. La guerra dipese innanzitutto dall’antagonismo austro-russo in Oriente, conflitto di cancellerie, più che di popoli, che si disputavano la supremazia nei Balcani. Per di più, il carattere esplosivo di questo antagonismo si trovò a essere terribilmente aggravato dalla immensa diffidenza che Francesi e Tedeschi nutrivano reciprocamente.
L’arciduca Francesco Ferdinando, nipote di Francesco Giuseppe ed erede al trono, era fautore del trialismo, e vedeva l’unica possibilità di rinsaldare il trono vacillante con l’inserimento slavo nel sistema austro-ungarico. Congiurati panserbi, vedendo minacciate le loro aspirazioni, decretarono la sua morte. Esecutore materiale dell’attentato, preparato a Belgrado e compiuto a Sarajevo il 28 giugno 1914 fu Gavrilo Princip.
L‘Austria-Ungheria era risoluta a schiacciare la Serbia con una spedizione punitiva, spalleggiata o addirittura promossa dalla Germania, che voleva rimettere a galla un alleato sul punto di andare in sfacelo sotto la minaccia delle passioni nazionalistiche, anche a costo di scatenare un conflitto europeo se non si fosse potuto ovviare in altra maniera al pericolo incombente. Secondo Berlino, il momento sarebbe stato favorevole per una guerra contro la Russia e la Francia, nel caso che le operazioni austro-serbe non si fossero potute contenere.
Il conflitto austro-serbo, scoppiato il 28 luglio, dopo un ultimatum inaccettabile di Vienna, che implicava la rinuncia della Serbia all’indipendenza, si allargò in agosto in un conflitto austro-russo, che mise in movimento le alleanze minate da un antagonismo sempre più esacerbato: la Germania da una parte, la Francia dall’altra. Raymond Poincarè (1860-1934), il presidente della Francia, recatosi a Pietroburgo il 21 luglio 1914 per una visita programmata da lungo tempo, dichiarò che la Francia era fermamente risoluta a far onore “agli impegni imposti dall’alleanza “ nel caso in cui la Germania avesse dichiarato guerra alla Russia. L’Inghilterra, per contro, rifiutava nel modo più assoluto d’impegnarsi per un conflitto balcanico. Lo stesso giorno dell’inizio delle ostilità fra l’Austria e la Serbia, Londra propose di riunire una conferenza a quattro, per tentare la composizione del conflitto mediante l’intervento diplomatico delle potenze non direttamente interessate: Gran Bretagna e Francia, Germania e Italia. Il Berlino oppose un rifiuto. Il 29 luglio, Londra avviò negoziati diretti con Vienna, ma come pegno avrebbe dovuto occupare Belgrado. Il governo britannico, in cui i pareri erano discordi, esitava. Il 31 luglio Poincarè sollecitò a Giorgio V una dichiarazione categorica affinché gli imperi centrali non potessero “speculare sull’astensione dell’Inghilterra.” La risposta del sovrano, del 2 agosto, si limitò a dire che il governo britannico “avrebbe continuato a esaminare liberamente e lealmente, con l’ambasciatore francese Paul Cambon, tutti i problemi che concernevano gli interessi delle due nazioni.” Anche quando la guerra appariva ormai imminente, la Gran Bretagna rifiutava d’impegnarvisi prima di aver tentato ogni possibilità di salvare la pace.
Il cancelliere tedesco Theobald von Bethmann-Hollweg (1856-1921) sperava che l’Inghilterra si tenesse fuori da un eventuale conflitto franco-tedesco, e il 29 luglio promise all’ambasciatore britannico a Berlino che la Germania, in caso di vittoria non avrebbe cercato compensi territoriali in Europa a spese della Francia. Sir Edward Grey, pur avendo, il 31 luglio, informato l’ambasciatore della Germania che l’Inghilterra non avrebbe potuto conservare la propria neutralità in un conflitto generale, volle tentare fino all’ultimo di fermare il corso degli eventi. L’invasione del Lussemburgo e l’ultimatum al Belgio finirono per risolvere le ultime incertezze del governo di Londra, il quale il 3 agosto promise l’intervento della flotta inglese nel caso in cui una squadra tedesca avesse attaccato le coste o la marina da guerra francesi. Il 1° agosto Guglielmo II dichiarò guerra alla Russia, il 3°agosto alla Francia. Il Belgio fu invaso. “ La necessità non conosce legge”! proclamò Bethmann-Hollweg. Il 4 agosto l’Inghilterra, dopo aver intimato alla Germania di fermare l’avanzata delle sue truppe in territorio belga, entrò a sua volta nel conflitto.
Nei giorni successivi, la Gran Bretagna e la Francia dichiararono guerra all’Austro-Ungheria e la Serbia dichiarò guerra alla Germania. L’Italia aveva rinnovato il patto della Triplice Alleanza (Italia Germania Austro-Ungheria) nel 1912; tuttavia era legata alla Francia da un accordo segreto che contemplava, in determinate condizioni, la sua neutralità nel caso di una guerra tra Francia e Germania. La neutralità italiana, proclamata il 3°agosto, consentì alla Francia di ritirare la maggior parte delle sue truppe dislocate per la difesa delle Alpi. Lo stesso fece la Romania, sebbene avesse rinnovato anche lei l’alleanza con l’Austria nel 1913, e il 3 agosto 1914 rifiutò di unirsi in guerra alle potenze centrali, nonostante i tentativi di re Carol, tedescofilo e antifrancese, poiché non poteva disinteressarsi dei Romeni della Transilvania e del Banato, le due regioni incluse in territorio austriaco.
La guerra che cominciava, e che sarebbe passata alla storia come “La Grande Guerra” avrebbe dovuto essere molto breve, secondo l’opinione dei “benpensanti”; durò invece oltre quattro anni e fu guerra di movimento, guerra di trincea, guerra dei gas asfissianti, guerra di mezzi corazzati, logorante, “mondiale”.

Lucica Bianchi